Intervistato da Giuseppe Bottero per La Stampa, Franco Bernabè smonta il fascino dell'intelligenza artificiale: per trasformarla in produttività non basta rivendere prodotti gratuiti con una pellicola di software, servono tecnologie originali. Denuncia l'appropriazione di contenuti protetti usati per addestrare i modelli e i danni della raccolta indiscriminata dal web, che alimenta le allucinazioni; invita quindi a controllare sempre strumenti statistici che non ragionano e che non possono decidere al posto delle persone.
Sull'Europa chiede emancipazione tecnologica e cita il lavoro della BCE sull'euro digitale. Su TechVisory spiega la scelta di una startup nata tre anni prima con due obiettivi, efficienza misurabile e basi dati verificate, partita dall'ambito legale e poi estesa a contratti, compliance e acquisti, con un centro di sviluppo a Napoli e la collaborazione della Federico II. Il rischio maggiore, dice, è che il cervello umano "vada all'ammasso".




