{"id":571,"date":"2026-03-07T14:49:59","date_gmt":"2026-03-07T14:49:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.techvisory.it\/?p=571"},"modified":"2026-08-31T07:04:26","modified_gmt":"2026-08-31T07:04:26","slug":"iran-pietra-dinciampo-per-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.techvisory.it\/rassegna-stampa\/iran-pietra-dinciampo-per-litalia\/","title":{"rendered":"Iran pietra d&#8217;inciampo per l&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eccola, la pietra d\u2019inciampo del nostro sistema politico. Dopo aver passato mesi, maggioranza e opposizioni, a surfeggiare su un mare di ambiguit\u00e0 intorno alla disruption prodotta da Trump nell\u2019ordine mondiale, ora la guerra scatenata da Israele e Stati Uniti (in ordine non casuale) in Iran, che \u00e8 subito diventata un conflitto regionale e rischia di allargarsi ulteriormente, presenta il conto. Ed \u00e8 salato assai, perch\u00e9 delle due l\u2019una: o si tenta di restare nell\u2019indeterminatezza, e allora la brutalit\u00e0 degli aut aut che ti si parano dinnanzi finisce per stritolarti, o se ne esce prendendo posizione, e qualunque essa sia \u00e8 per definizione destinata a spaccare partiti e coalizioni, che finora hanno avuto come vero collante doppiezze e ipocrisie a profusione. Basta vedere come la guerra \u00e8 arrivata in Parlamento, gioved\u00ec 5 marzo: in grave ritardo (era il sesto giorno dall\u2019inizio del conflitto) e solo per effetto della pressione esercitata dal presidente della Repubblica (l\u2019indiscrezione che avrebbe convocato il Consiglio supremo di difesa non \u00e8 circolata a caso), senza la presenza parlante della presidente del Consiglio (che ha preferito esorcizzare la guerra parlando a Rtl 102,5). Occasione sprecata, perch\u00e9 la maggioranza non ha chiarito n\u00e9 qual \u00e8 la valutazione politica del governo n\u00e9 quale saranno le prossime mosse \u2013 non fosse altro perch\u00e9 dei due ministri che hanno riferito alle Camere uno, Crosetto, ha espresso un giudizio discriminante (l\u2019attacco americano-israeliano \u00e8 fuori dal diritto internazionale) e l\u2019altro, Tajani, se ne \u00e8 ben guardato \u2013 mentre le opposizioni, more solito, si sono divise senza trovare la capacit\u00e0 di convergere su una mozione unitaria. Tanto che, pur creandosi un asse Schlein-Conte-Fratoianni radicalizzato a suon di vuote litanie pacifiste, il campo largo si \u00e8 spaccato per l\u2019astensione dei 5stelle sulla condanna della repressione interna prodotta dal regime iraniano, e la conseguente decisione di presentare una propria mozione, che \u00e8 poi stata bocciata perch\u00e9 sostenuta solo in parte da Pd e Avs. Il tutto senza uno straccio di analisi strategica da parte di nessuno, ma in un clima da allarme rosso, in cui lo scontro frontale tra i due poli serve a recitare a favore di telecamere \u2013 cosa resa ridicola, oltre che insopportabile, dal fatto che in fondo destra e sinistra dicono la stessa cosa: \u201cnon partecipiamo a questa guerra\u201d \u2013 ma anche ad occultare le profonde divisioni interne presenti in ciascuno di essi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fratture che comunque emergeranno quando si torner\u00e0 in aula per decidere sulla concessione delle basi americane presenti sul territorio italiano, e sar\u00e0 chiaro che la distinzione tra il supporto logistico e la compartecipazione ad azioni di guerra ha la consistenza della carta velina. Ma soprattutto diventerebbero esplosive di fronte ad una crisi energetica di dimensione planetaria, che combinerebbe allo choc sui prezzi il blocco delle forniture, causando una crisi economico-finanziaria tipo quella del 2008 che sarebbe particolarmente grave per un paese privo di autonomia energetica e fortemente esportatore come l\u2019Italia. O allorquando \u2013 malauguratamente, ma non senza un alto tasso di probabilit\u00e0 \u2013 il nostro paese dovesse diventare il bersaglio della ritorsione iraniana, magari sotto forma di qualche attacco terroristico visto che i missili di Teheran hanno una gittata di soli 2 mila chilometri e quindi non ci possono raggiungere, e il Paese si trovasse davanti al terribile quesito di come rispondere. Si facciano pure tutti gli scongiuri del caso, ma sul primo punto si ascoltino le accorate parole di Franco Bernab\u00e8 sui drammatici rischi che corriamo, e sul secondo si leggano le parole di uno che se ne intende come il generale Vincenzo Camporini, che appunto teme un risvegliarsi del terrorismo in Europa da parte di cellule dormienti, e si noti che il ministro Piantedosi, saggiamente, ha gi\u00e0 provveduto ad alzare il livello di vigilanza su gran parte dei 28mila obiettivi sensibili presenti in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, non sarebbe stato (e non sarebbe) difficile trovare una ragionevole convergenza politica e parlamentare. Basterebbe concordare sui seguenti punti. Primo: l\u2019Iran \u00e8 un regime tirannico, liberticida, sanguinario al proprio interno e aggressore, attraverso il finanziamento del terrorismo, verso l\u2019esterno, e buttarlo gi\u00f9 sarebbe cosa benemerita. Tanto pi\u00f9 ora che una parte della popolazione, finalmente, si ribella. Secondo: qualunque iniziativa si voglia intraprendere, va inquadrata nella cornice del diritto internazionale e del multilateralismo. Questa volta cos\u00ec non \u00e8 stato, e per di pi\u00f9 Trump si \u00e8 mosso bypassando il Congresso e dunque riducendo la costituzione americana a carta straccia. Terzo: prima di agire occorre stabilire qual \u00e8 il punto di caduta, stabilendo un rapporto di causa ed effetto tra cosa s\u2019intende fare e gli obiettivi che si vogliono raggiungere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo caso, mentre \u00e8 apparsa chiara la strategia di Israele \u2013 utilizzare la potenza di fuoco dell\u2019alleato statunitense non solo per cancellare la minaccia numero uno alla propria esistenza, ma anche per espandere lo stato ebraico ben oltre i suoi attuali confini, dalla Cisgiordania, al Libano, fino ovviamente alla striscia di Gaza \u2013 e ancor pi\u00f9 le ragioni personali che animano Netanyahu, resta oscura la reale strategia di Trump, ammesso che ne abbia una al di l\u00e0 dell\u2019idea \u2013 che rischia di rivelarsi un clamoroso boomerang \u2013 di sfruttare l\u2019attacco all\u2019Iran in chiave elettorale americana in vista del voto di novembre di Midterm. L\u00ec per l\u00ec la Casa Bianca ha motivato l\u2019attacco con la volont\u00e0 di bloccare la corsa nucleare di Teheran. Una spiegazione apparsa debole e contraddittoria, non fosse altro perch\u00e9 Trump si era vantato di aver gi\u00e0 azzerato la struttura nucleare iraniana con l\u2019intervento di qualche mese fa. Poi si \u00e8 parlato di cambio di regime immaginando, a giorni alterni, una rivolta popolare e quindi un rovesciamento dal basso, oppure l\u2019insediamento di una leadership amica, stile Venezuela. Circostanze entrambe impossibili: la ribellione \u00e8 spontanea, e come tale disarmata e disorganizzata, mentre il push \u00e8 impraticabile, perch\u00e9 nella repubblica islamica il potere non \u00e8 concentrato nella sola figura del leader supremo, ma stratificato in maniera capillare attraverso strutture militari, politiche e religiose che si stanno ristrutturando per combattere la guerra contro l\u2019odiata America.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Basterebbe non dico aver studiato e letto qualche libro, grazie ai quali si sarebbe potuto comprendere come l\u2019Iran di oggi sia il portato di un impero, quello persiano, con tremila anni di storia alle spalle e non un qualunque paesucolo arabo, ma almeno aver compulsato quattro paginette di intelligence, per apprendere come \u00e8 articolato il sistema di potere iraniano e scoprire che a fianco dei mullah in turbante e delle donne velate c\u2019\u00e8 un esercito di ingegneri (compresi quelli atomici) che hanno sviluppato tecnologie militari vincenti come i \u201cdroni suicidi\u201d che costano la frazione di un missile, attaccano in massa a medio-lunga distanza saturando le difese antiaeree nemiche. Inoltre, si sarebbe evitata la sorpresa nel vedere lo stretto di Hormuz totalmente nelle mani degli Houthi (armati e finanziati dall\u2019Iran) che hanno gi\u00e0 bloccato il 90% dei traffici marittimi (quello che non fanno loro lo fanno le compagnie assicurative, che non coprono o esigono polizze con tariffe alle stelle) che comprendono il 25% del petrolio e il 20% del gas commercializzato a livello mondiale. E lo shock di vedere i paesi del Golfo essere oggetto di attacchi che stanno distruggendo le loro strutture energetiche (dal Qatar parte, anzi partiva, il 10% del gas liquido consumato nel mondo, tanto per dirne una), mettendo in ginocchio la loro attrattivit\u00e0 turistica e immobiliare e sporcando irrimediabilmente la loro immagine di luoghi del futuro, che sono effetti collaterali della guerra non di poco conto. \u00c8 quella che Robert Baer, ex capo degli operativi della Cia in Medio Oriente, ha definito \u201cl\u2019opzione Sansone\u201d, laddove i Filistei sono le economie arabe trascinate nel baratro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il dilettantismo non finisce qui. Con tutta evidenza sono anche state sottostimate le forze militari di Teheran e non si \u00e8 considerato che da decenni il regime teocratico si \u00e8 preparato a reagire con una strategia di guerra asimmetrica. In questi giorni Trump e i suoi hanno speso parole roboanti per magnificare i risultati ottenuti nel distruggere le capacit\u00e0 difensive iraniane. Vero, al di l\u00e0 degli eccessi verbali. Peccato, per\u00f2, che occorra tener d\u2019occhio anche le capacit\u00e0 offensive di Teheran. Le quali sono tutt\u2019altro che esaurite \u2013 secondo fonti della nostra intelligence gli iraniani hanno creato tunnel sotterranei, stile Hamas a Gaza, dove hanno nascosto 3mila missili a medio-corto raggio e 2mila a lungo, una enorme quantit\u00e0 di droni (che continuano a produrre senza sosta a basso costo) e i relativi lanciatori \u2013 mentre Stati Uniti, Israele e i loro alleati del Golfo stanno consumando munizioni e missili intercettori a un ritmo impressionante e con scarsa capacit\u00e0 di rimpiazzo. Scrive Brynn Tannehill su&nbsp;theatlantic.com: \u201cgli Stati Uniti stanno spendendo risorse scarse per distruggere obiettivi che costano meno e richiedono meno tempo per essere prodotti rispetto alle armi utilizzate per distruggerli. I pianificatori americani sono perfettamente consapevoli che questo \u00e8 un rapporto insostenibile, motivo per cui sia Israele sia gli Stati Uniti hanno fatto della distruzione dei lanciatori di missili balistici iraniani una priorit\u00e0 assoluta\u201d. Ma quanto tempo ci vuole per riuscire nell\u2019intento? Bloomberg scrive che, al ritmo attuale di utilizzo, gli intercettori Usa potrebbero esaurirsi nel giro di pochi giorni. Al Qatar non resterebbero che meno di cento ore. Ecco perch\u00e9 Trump, dopo aver strombazzato che la guerra sarebbe stata questione di giorni, ora dice che le operazioni di combattimento potrebbero durare un mese o pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma c\u2019\u00e8 un altro risvolto inquietante di questa guerra che si rivela pi\u00f9 lunga e costosa del previsto: la perdita di deterrenza degli Stati Uniti, e quindi della Nato, nel mondo. Non \u00e8 un caso che Xi Jinping abbia dato ordine di accelerare la preparazione del suo esercito affinch\u00e9 sia pronto a invadere Taiwan, ma anche ad attaccare le forze americane e giapponesi nella regione se decideranno di muovere a difesa dell\u2019isola. Mentre \u00e8 logico pensare che al Cremlino stiano monitorando il consumo di missili e di intercettori americani in Iran e nel Golfo, perch\u00e9 sotto una certa soglia potrebbero decidere di imprimere una svolta alla guerra in Ucraina aprendo altri fronti, contando sull\u2019indebolimento Nato e sulle incertezze europee. Insomma, la guerra pu\u00f2 diventare planetaria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando all\u2019Italia, in questo quadro l\u2019unica cosa da fare \u00e8 tenersi ben stretti i partner europei. Meloni lo ha fatto mandando una nave militare a difendere Cipro \u2013 che, ricordiamolo, \u00e8 paese Ue ma non membro della Nato \u2013 quando Macron glielo ha chiesto, ma dopo aver detto un no allo stesso presidente francese che, con una proposta epocale, ha offerto il proprio ombrello nucleare ai paesi europei. Si tratta di un errore gravissimo, e c\u2019\u00e8 solo da sperare che il successivo s\u00ec possa rappresentare il segno di un ravvedimento. Mettere insieme la deterrenza nucleare francese e inglese rappresenta infatti la pi\u00f9 importante mossa che l\u2019Europa possa fare per emanciparsi dalla protezione americana, un ombrello che comunque Trump ha deciso unilateralmente di chiudere. Ci sar\u00e0 certo da discutere sulla governance di questa alleanza per la \u201cdeterrenza avanzata\u201d \u2013 \u00e8 normale che in questa fase Macron dica che il bottone nucleare deve restare all\u2019Eliseo, ma si tratta di un punto di partenza e non di arrivo, a mio avviso \u2013 ma starne fuori quando Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca hanno subito aderito, \u00e8 davvero un errore capitale. E poi per cosa? Per non urtare la Casa Bianca? \u00c8 davvero venuto il momento di abbandonare ogni velleit\u00e0 di \u201cspecial relationship\u201d con Trump. Non farlo, nel contesto geopolitico mondiale che la guerra in Iran sta determinando, sarebbe un suicidio. Non solo del governo e dell\u2019intero sistema politico, che verrebbe travolto da un vero e proprio tsunami \u2013 aggiungeteci che tra due settimane l\u2019assurdo referendum sulla magistratura indurr\u00e0 i magistrati a combattere fino in fondo la guerra con la politica, sia che vinca il S\u00ec (per ritorsione) sia che vinca il No (per investitura popolare) \u2013 ma dell\u2019Italia tutta. Si salvi chi pu\u00f2. 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