Nell'editoriale della newsletter Terza Repubblica, Enrico Cisnetto descrive la guerra in Iran come la pietra d'inciampo di un sistema politico italiano che, tra maggioranza e opposizioni, evita di prendere posizione. Il dibattito parlamentare del 5 marzo 2026 è arrivato tardi e senza una linea, mentre i rischi concreti sono due: una crisi energetica mondiale e una possibile ritorsione terroristica. Su entrambi Cisnetto rimanda alle valutazioni di Franco Bernabè e del generale Vincenzo Camporini.
L'analisi prosegue sulle capacità offensive iraniane sottostimate, sul consumo di intercettori occidentali, sulla perdita di deterrenza americana osservata da Pechino e Mosca, e si chiude con un invito all'Italia a stringersi ai partner europei, a partire dalla proposta francese di deterrenza nucleare condivisa.




